Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (2a parte)

4.    I primi toponimi nel Basso Medioevo

Nel periodo storico (sotto le dominazioni puniche, romane e bizantine) il territorio bolotanese era sicuramente abitato, ma i toponimi sono andati persi. Si conoscono invece quelli delle epoche successive, dal Basso Medioevo (dopo l’anno 1000) in poi, anche se non se ne conoscono esattamente l’origine e l’evoluzione. Del resto nemmeno l’ubicazione dei primi insediamenti è assolutamente sicura, anche se ragionevolmente andrebbe collocata entro il perimetro dell’insediamento attuale.

La carta fu pubblicata la prima volta a Basilea nel 1550
nella Cosmographia
 di Sebastian Munster (1488-1552).
Le prime menzioni di un borgo nel territorio «bolotanese» con i nomi di Golòtzene, Golòssene, Golosse, Golosane, Golòthana, contenute in alcuni documenti del 1341-1347 conservati nella Biblioteca Vaticana e pubblicate da Italo Bussa nel n. 1 dei Quaderni bolotanesi[1] , non consentono di affermare con certezza dov’era situato quell’insediamento. Tanto più che in un documento del 24 gennaio 1388 raccolto da Pasquale Tola (1800-1874) nel Codex diplomaticus Sardiniae (1861-68), che fa riferimento ad alcuni notabili di Golossane[2], l’autore annotava (n. 117): «Golossane, villaggio ora distrutto». Più tardi, anche il canonico sardo Giovanni Spano, nel suo Vocabolario sardo geografico patronimico ed etimologico del 1872 annoterà alla voce Golossane, «Vill. distr. nel Marghine»[3].

Da un punto di vista topografico, risulta pertanto impossibile stabilire la corrispondenza esatta tra Golossene e Bolotana, perché sia la cartografia d’epoca medievale che quella successiva non menzionano mai Golossene o nomi simili. D’altra parte, alcune fonti medievali danno per certa l’esistenza di un insediamento umano probabilmente entro il perimetro di quello attuale, appartenente al Giudicato di Torres (nella curatoria del Marghine). Alla sua caduta (1259) quell’insediamento entrò a far parte del Giudicato di Arborea e successivamente, alla scomparsa di quest’ultimo, nel Regno di Sardegna (Regnum Sardiniae) degli Aragonesi.

Inoltre, si sa che con la creazione della diocesi di Ottana, risalente alla seconda metà dell’XI secolo durante il pontificato di Alessandro II (1061-1073), Golossene ne venne a far parte, anche se non si sa esattamente a partire da quando. E’ pertanto plausibile che Golossene esistesse già prima che entrasse a far parte della diocesi di Ottana.

Secondo il Dizionario corografico dell’isola di Sardegna compilato per cura del Dott. Guglielmo Stefani (Milano 1857), «dicesi che questo paese abbia avuto origine dalla antica città vescovile di Ottana, che sorgeva nelle vicinanze: l'epoca credesi verso il 1317».

In realtà, l’origine del toponimo «Bolotana» è incerta[4] e gran parte delle ipotesi formulate finora si possono ritenere improbabili. Giovanni Spano, nel suo Vocabolario, indicava tra le possibili origini del nome Bolotana la voce fenicia Baal-Tan (dono di Baal) e il greco bolotamos (luogo di zolle), mentre riteneva «insulsa» l’etimologia diffusa nel popolo, cioè che «due caprai di Ottana siano volati e si siano stabiliti in questo sito, quindi Bolo (volo) da Ottana!». Spano considerava poco credibile anche la derivazione da Bulotu, «riunione di pastori».

Allo stato delle ricerche, l’origine più probabile dell’insediamento bolotanese attuale può ritenersi la lenta evoluzione di un antico insediamento punico-romano.

 5.    Bolotana nella cartografia del Cinquecento

Purtroppo, in mancanza di documenti ufficiali attendibili, l’incertezza sull'origine del toponimo «Bolotana» rimane e nemmeno la cartografia, come si vedrà, aiuta a superarla. Infatti, le carte del Quattrocento e del Cinquecento, benché siano più dettagliate e precise lungo le coste di quelle «portolane», contengono ancora pochi elementi, spesso approssimativi, sull'interno dell’isola (località, monti, fiumi, ecc.), e solo uno, come si vedrà, su «Bolotana».

Nemmeno la splendida carta del cagliaritano Sigismondo Arquer (v. sopra) contiene elementi riferibili a «Bolotana». Accompagnata da una sua breve monografia sulla Sardegna col titolo Sardiniae brevis historia et descriptio per Sigismundum Arquer Caralaritanum, la carta fu inserita la prima volta, insieme a una pianta prospettica di Cagliari, nella famosa Cosmographia dello storico, cosmografo, geografo e cartografo tedesco Sebastian Munster (1488-1552). Fu pubblicata la prima volta a Basilea nel 1550 nell'edizione latina della "Cosmographia".  

Nel Cinquecento, a mia conoscenza, esiste solo una carta con l’indicazione di un toponimo, Bacotena, riferibile a un insediamento esistente nel territorio bolotanese. Si trova nella Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani. Le carte, compresa quella della Sardegna, furono realizzate nella seconda metà del XVI secolo, tra il 1580 e il 1585.

Solo nel Seicento, come si vedrà, in diverse carte geografiche, divenute più complete e precise, s’incontreranno toponimi riferibili sicuramente a un insediamento sul territorio bolotanese. (Segue). (Segue)



[1]     Le prime menzioni si trovano in alcuni documenti del 1341 conservati nella Biblioteca Vaticana, in cui si trattava delle «decime ecclesiastiche» (Rationes Decimarum). Cfr. Italo Bussa, I primi documenti scritti su Bolotana, in Quaderni bolotanesi n. 1 1975/1984 (2° ed.), p.35s. Altre varianti del nome Golotzene, Golazane, Golosane, Golossane si trovano in diversi documenti vaticani. Di Italo Bussa vedi anche: Profilo storico sulle origini e lo sviluppo di Bolotana, in Quaderni bolotanesi n. 1 1975/1984 (2° ed.), p. 13s.

[2]     Tola si riferisce ad alcuni notabili di Golossane: «Item a Juliano Dore majore ville de Golossane (117) Nicolao Pollighe Georgio Siloccho Comita Penna Georgio Silocco parvo Arsoco de Solanas Petro Salari Bidocco Pianu et Petro de Bangius juratis Gantino Salari Guantino Siloccha Nicolao Spada Saltaro Dore et Suaccheso Pelle habitatoribus dicte ville».

[3]     Vocabolario sardo geografico patronimico ed etimologico compilato dal Comm. Canonico Giovanni Spano, Cagliari 1872, p. 32. I. Bussa non menziona queste annotazioni di Tola e Spano, ritenendo evidentemente la continuità storica e territoriale tra Golossene e Bolotana.

[4]     Tra le varie ipotesi improbabili si possono menzionare: il fenicio «(dono di Baal), il greco Bolotamos (luogo di zolle), ma anche «Bolo (volo) da Ottana!» (secondo la leggenda di due caprai di Ottana che, abbandonata Ottana, si sarebbero stabiliti in questo nuovo sito). Secondo il Dizionario corografico dell’isola di Sardegna compilato per cura del Dott. Guglielmo Stefani, Milano 1857, «Dicesi che questo paese abbia avuto origine dalla antica città vescovile di Ottana, che sorgeva nelle vicinanze: l'epoca credesi verso il 1317» (p. 17). Spano (op. cit.) considera poco credibile anche la derivazione da Bulotu, riunione di pastori». Nel Dizionario corografico dell’isola di Sardegna compilato per cura del Dott. Guglielmo Stefani, Milano 1857,

Commenti

Post popolari in questo blog

1943: l’annata dei 101!

Sardegna isola del Mediterraneo: 1. Introduzione

7. Conseguenze delle antiche dominazioni della Sardegna