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1943: l’annata dei 101!

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Nel 1943 si era ancora in piena guerra, ma nemmeno il rombo dei bombardieri alleati di passaggio riusciva a frenare il via vai delle cicogne che a Bolotana depositavano i loro fagottini rosa e azzurri. Quell’anno al Comune se ne contarono almeno 101. Nonostante la guerra e i molti coscritti o richiamati, la popolazione di Bolotana ancora cresceva e stava per raggiungere il massimo storico con oltre 4400 abitanti. Nessuno prevedeva che nel giro di pochi anni sarebbe iniziato il declino demografico del paese e che quell’ annata sarebbe stata memorabile . La dispersione cominciò pochi anni dopo e proseguì incessantemente. 50 anni più tardi, quasi il 60 per cento di quei «fagottini» aveva già lasciato il nido bolotanese. Difficile sapere quanti sono rimasti nel Paese e quanti a tutt’oggi sopravvivono nel mondo. Purtroppo l’anagrafe non perdona, a prescindere da epidemie, pandemie, mali incurabili, incidenti, disgrazie varie. Non so quanti siamo ancora in grado di dire grazie alla vita, ...

Ancora cavallette in Sardegna

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Nel Vangelo della messa di oggi, seconda domenica di Avvento, si parla di Giovanni Battista che si cibava di cavallette e miele selvatico. Nella Bibbia questi insetti vengono evocati più volte come cibo e soprattutto come flagello. La lettura di oggi mi ha fatto venire in mente che gli sciami di cavallette nelle estati afose bolotanesi costituivano un'enorme preoccupazione per tutti i contadini che si apprestavano a raccogliere i cereali maturi nei campi della pianura sotto Bardosu. La preoccupazione era giustificata perché quegli insetti voracissimi erano capaci di vanificare in pochissimo tempo il lavoro di mesi e minacciare il sostentamento di intere famiglie. Le cavallette hanno sempre rappresentato un grosso pericolo non solo per i Bolotanesi, ma anche per intere regioni della Sardegna, d'Italia e del mondo. Nel XIX secolo, in certi anni, si legge in alcune cronache dell’epoca, che il loro passaggio in Sardegna riduceva a deserti «tutti i seminati, i prati e i campi col...

Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (5a parte)

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8.   Bolotana nella cartografia dell’Ottocento Agli inizi dell’Ottocento sembrava che il toponimo «Bolotana» si fosse imposto sulle numerose forme erronee presenti in molte carte precedenti. In realtà dovranno passare ancora parecchi decenni prima che la forma corretta finisca per imporsi definitivamente. Per tutto il secolo, benché Bolotana sia la forma più ricorrente nella cartografia italiana, si pubblicheranno soprattutto all'estero carte con toponimi differenti, quali Balotena (come nel Settecento), Bolotona , Bolotama , Bolotani , Bolotona , Botolano , Bolotama , Bolatana ,   Bortolana   e, soprattutto in documenti scritti, Bolothana ). Una tale varietà di toponimi riferiti allo stesso oggetto si spiegano col fatto che, nonostante i progressi della cartografia, molti cartografi riprendono numerose informazioni da carte precedenti senza verificarne l’esattezza. Inoltre, molti autori stranieri (ma anche italiani) non sono probabilmente bene informati sui dat...

Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (4a parte)

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7.    Bolotana nella cartografia del Settecento Nelle carte del Settecento consultate, i toponimi più frequenti rilevati concernenti il territorio bolotanese sono   Balotena (probabilmente il più ricorrente),   Balotona ,   Baloteaa e in una carta, forse per la prima volta (ma potrebbe trattarsi di un errore), anche « Bolotana », con la grafia attuale. E’ probabile che con l’avvento della dominazione sabauda sulla Sardegna si sia cercato di dare una sistemazione cartografica più precisa agli «Stati  S. R. M. il re di Sardegna».   Nella maggior parte delle carte si trovano tuttavia ancora numerosi errori e imprecisioni sia nella riproduzione delle coste dell'isola che, soprattutto, nella rappresentazione delle caratteristiche interne riguardanti l'ubicazione dei siti, la grafia dei toponimi, lo sviluppo dei monti, dei fiumi, ecc. Errori e imprecisioni sono dovute, probabilmente, al fatto che i cartografi, avendo pochi punti ...

Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (3a parte)

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6.    Bolotana nella cartografia del Seicento La cartografia del Seicento è più minuziosa di quella precedente e comincia a introdurre elementi fisici (montagne, fiumi) e antropici (insediamenti, chiese, fortificazioni) presenti all'interno della Sardegna. La cartografia, sviluppatasi fin dal Medioevo in Italia, specialmente a Genova e a Venezia, comincia a diffondersi in tutta l'Europa, soprattutto in Francia, Spagna e Gran Bretagna. Il sito bolotanese non è indicato in tutte le carte, ma è rappresentato frequentemente, anche se non sempre con la precisione geografica delle carte più moderne. Il toponimo predominante è Balotena . Dovrà passare ancora molto tempo prima di incontrare il toponimo attuale. Di seguito vengo riproposte a titolo di esempio alcune carte di vari periodi del Seicento, talune molto accurate e precise. Per tutto il Seicento e gran parte parte del Settecento, ossia per quasi due secoli, il toponimo per indicare l'insediamento bolotanese è qua...

Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (2a parte)

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4.    I primi toponimi nel Basso Medioevo Nel periodo storico (sotto le dominazioni puniche, romane e bizantine) il territorio bolotanese era sicuramente abitato, ma i toponimi sono andati persi. Si conoscono invece quelli delle epoche successive, dal Basso Medioevo (dopo l’anno 1000) in poi, anche se non se ne conoscono esattamente l’origine e l’evoluzione. Del resto nemmeno l’ubicazione dei primi insediamenti è assolutamente sicura, anche se ragionevolmente andrebbe collocata entro il perimetro dell’insediamento attuale. La carta fu pubblicata la prima volta a Basilea nel 1550 nella Cosmographia   di   Sebastian Munster  (1488-1552) . Le prime menzioni di un borgo nel territorio «bolotanese» con i nomi di Golòtzene, Golòssene, Golosse, Golosane , Golòthana , contenute in alcuni documenti del 1341-1347 conservati nella Biblioteca Vaticana e pubblicate da Italo Bussa nel n. 1 dei Quaderni bolotanesi [1] , non consentono di affermare con certezza dov’...

Bolotana non è sempre stata «Bolotana» (1a parte)

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1.    Introduzione Su Bolotana si è scritto e si scrive molto, in prosa e in poesia, come risulta da una piccola ricerca in Internet. Cito dapprima una breve presentazione del borgo: Panorama parziale di Bolotana (da Internet) « Bolotana sorge nel centro della Sardegna, tra le catene montuose del Marghine e in prossimità del fiume Tirso, in un ambiente naturale che presenta una varietà climatica, faunistica, botanica e paesaggistica molto diversificata a seconda della zona che si attraversa. Il centro abitato sorge su una collina ed è sovrastato dalla catena del Marghine, dalle sue immense foreste (Badde Salighes - Ortakis - Mularza Noa) ricche di sorgenti che alimentano il fiume Temo, il Coghinas e il Tirso. Il centro storico è caratterizzato da un impianto architettonico di tipo medievale, formato da stradine strette e irregolari che tagliano in tutti i sensi i vari isolati lasciando trasparire un concetto abitativo tipico di una cultura contadina e pastorale» (da...

Erbe selvatiche contro la miseria a Bolotana... nell'Ottocento

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Particolare di una carta della Sardegna del 1850 ca. (ETH ZH Rar K870) Premessa: ricordi d’infanzia Capita probabilmente a tutti gli adulti ricordare magari con un po’ di nostalgia vecchi sapori gustati da bambini. Molti Bolotanesi nati nel dopoguerra ricordano sicuramente alcuni cibi che si consumavano frequentemente nelle famiglie numerose. Erano a base di lardu e sartizza , formaggio pecorino e latticini vari, pasta fatta in casa e cucinata in svariati modi, sugo di pomodoro, prodotti stagionali, olio d’oliva e pane carasau . Erano cibi «poveri», nel senso che erano accessibili a tutti (o quasi), divenuti con l’avvento dei consumi di massa rari, ma oggi nuovamente ricercati e apprezzati perché genuini e rigorosamente a chilometro zero. Ne ricordo in particolare due di tipo «vegetariano»: il minestrone e le pietanze di erbe selvatiche (lessate, fritte, impanate, ecc.). Bastava andare poco fuori dell’abitato (per es. nella località di Cumbentu o dell’attuale Canale di guardia o ...

Rapporti commerciali tra Genova e la Sardegna nel XII e XIII secolo: Sezione terza: Documenti e Bibliografia

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[ Nota : le illustrazioni non figuravano nella versione originale del 1969] Documento n. 1 Nel XII e XIII sec. gli interessi commerciali di Genova  comprendevano già  tutte le terre attorno al Mediterraneo e al Mar Nero (Mappa del 1700 ) In nomine Domini nostri Jesu Christi Dei Aeterni. Anno ab Incarnatione ejus millesimo centesimo septimo, Indictione Prima, XIII kalendas Junii. Ego Judex Torchitor de Lacono, per voluntatem Dei potestando Regnum Caralitanum, facio cartam ad Sanctum Laurentium, qui est Episcopatus de Civitate Janua, per remedium animae meae et parentum meorum, et pro magno servicio et adjutorio, quae in me exercuerunt Cives supradictae Civitatis, videlicet Otto, qui dicitur Fornarius, et Socii ejus, qui cum sex Galeis armatis cum eo pariter in meo servicio venerunt, de sex Domnicalias meas, quae mihi ex jure Parentum meorum pertinere videntur. Prima dicitur Quarto: secunda Caput Terrae : tertia Arsemine : quarta Aqua frigida : quinta Fontana -de -eugas : sext...